|
Chi visita Vico Equense ed ama la montagna,
il trekking e le escursioni non
può perdere l’ opportunità di trascorrere almeno una giornata sul
Monte Faito.
Ma anche per coloro che prediligono altri generi di panorami, una
passeggiata sull’ antico “Monte Aureum” è da non
perdere.
Concetti questi che non sfuggono all’ Azienda Autonoma di
Cura Soggiorno e Turismo di Vico Equense, i cui
responsabili – anche quest’ anno – hanno reso disponibile una utile
mappa specificamente riservata alla zona.
Su di essa viene evidenziato: “La visita al Monte Faito
è una affascinante esperienza che regala indimenticabili emozioni in
tutti i periodi dell’ anno. Poco distante dai centri di Vico
Equense e di Castellammare di Stabia,
facilmente raggiungibile in auto, bus o funivia, è la meta ideale
per chi cerca il rilassante silenzio della montagna,
il suggestivo fascino dei boschi, le salutari attrattive della vita
all’ aria aperta.
Il tutto accompagnato dalla tradizionale ospitalità mediterranea e
da un’ eccellente cucina con i prodotti della generosa terra
locale”.
|
|
La mappa, pur non essendo dettagliatissima, serve essenzialmente per
suggerire alcuni itinerari possibili.
Tra quelli individuati, ad esempio, figurano:
L’ itinerario da Campo del Pero a Monte Cerasuolo
che viene presentato così: “Dalla vetta del Monte Cerasuolo,
dove si trova una bellissima pineta, si gode un ampio
panorama sui Golfi di Napoli e di Salerno e sulla
Penisola Sorrentina”;
L’ itinerario da Campo del Pero alla Croce della Conocchia,
al cui riguardo, lapidariamente si osserva: “Attraverso i boschi
passando per la località “Casa del Monaco”.
Bellissima la veduta su Positano dalla
Croce della Conocchia”
Il Circuito del Monte Cerasuolo al cui riguardo si
specifica: “Molto impegnativo nel primo tratto. Magnifico affaccio
su Positano e la Costiera Amalfitana
da Santa Maria del Castello”.
L’ itinerario dal Santuario di San Michele al Monte San
Michele “Molare” che preannunzia anche una atmosfera
mistica ed al tempo stesso leggendaria perché, tra l’ altro, passa
“per la sorgente dell’ Acqua Santa, secondo la
leggenda fatta sgorgare con la spada da San Michele
Arcangelo”
L’ itinerario dal Centro Sportivo a Moiano che -
come viene precisato sempre sulla stessa mappa – si rende
particolare perché gli escursionisti interessati si ritroveranno a
camminare “Lungo la mulattiera, l’ antica strada per raggiungere il
Monte”.
L’ itinerario dal Belvedere dei Capi al Santuario di San
Michele. In questo caso viene specificato: “Il percorso si
snoda lungo il sentiero di cresta, affacciato sui
Golfi di Napoli e di Salerno”.
Per ciascuno degli itinerari, inoltre vengono
specificati: l’indice di difficoltà, il dislivello ed il tempo di
percorrenza.
Essi possono essere così sintetizzati
Per l’ itinerario da Campo del Pero a Monte Cerasuolo
si prevede una difficoltà media, un dislivello di 54 metri ed un
tempo di percorrenza di 10 minuti;
Per l’ itinerario da Campo del Pero alla Croce della
Conocchia si prevede una difficoltà media, un dislivello di
116 metri ed un tempo di percorrenza di 60 minuti;
Per il circuito del Monte Cerasuolo si prevede un’
alta difficoltà, un dislivello di 441 metri ed un tempo di
percorrenza di 190 minuti;
Per l’ itinerario dal Santuario di San Michele al Monte San
Michele “Molare” si prevede una difficoltà media, un
dislivello di 183 metri ed un tempo di percorrenza di 75 minuti;
Per l’ itinerario dal Centro Sportivo a Moiano si
prevede un’ alta difficoltà, un dislivello di 489 metri ed un tempo
di percorrenza di 60 minuti;
Per l’ itinerario dal Belvedere dei Capi al Santuario di San
Michele, infine, si prevede una difficoltà media, un
dislivello di 227 metri ed un tempo di percorrenza di 120 minuti;
|
|
A rendere ancora più utile la mappa, concorrono
alcune sintetiche informazioni. Sul materiale informativo, reso
disponibile dall’ Azienda Autonoma di Cura Soggiorno e
Turismo di Vico Equense si legge, infatti: “Il
Monte Faito (1050 m), della catena dei monti
Lattari, deve il suo nome alle ampie distese di faggi che
ricoprono il suo territorio creando insieme a castagni, abeti e una
ricca varietà di piante plurisecolari, un incantevole paesaggio di
boschi a pochi chilometri dal mare.
Frequentato già in epoca romana, era chiamato "Monte Aureo"
o "Monte del Latte" per l'abbondante prodotto dei
suoi pascoli che si riteneva avesse proprietà curative.
Più tardi, e fino all' inizio del secolo scorso, ospitava una
florida "industria della neve" raccolta in profonde fosse (tuttora
visibili nei pressi del santuario di San Michele) e
trasportata a valle per rinfrescare bibite e alimenti nei mesi più
caldi.
La più antica strada per raggiungere il monte è una mulattiera che
si arrampica da Moiano (512m) e tra fitti
castagneti e macchia mediterranea, giunge nei pressi del moderno e
attrezzato Centro Sportivo.
Più comoda, ma non meno affascinante, è la panoramica carrabile
via Nuova Faito (SS 269), con vedute mozzafiato sul
mare alle quali si alternano paesaggi montani di gole profonde,
dirupi e rocce ricoperti da una ricca vegetazione che in primavera
inoltrata si colora di giallo,con la fiorita esplosione della
Ginestra dei Carbonari.
Percorsa la strada delle pendici, si raggiunge il piazzale
dei Capi per una sosta ristoratrice al belvedere dal quale
godere la magnifica vista sul golfo di Napoli e le
isole di lschia, Capri e Procida.
Da qui si può prendere la Strada Alta fino al
piazzale con la stazione della funivia che con un emozionante"salto"
collega il Faito con la stazione di
Castellammare di Stabia della ferrovia Circumvesuviana.
Continuando per la Strada Alta o, in alternativa,
per la via della Cresta, si giunge al
Santuario di San Michele (1280 m), moderna ricostruzione di
un antico tempio edificato nel X secolo dopo una prodigiosa
apparizione.
Riprendendo a salire, dopo un percorso ripido e impegnativo, si
raggiunge la cima del Monte Sant' Angelo a Tre Pizzi
(1444m) detto il Molare per la sua forma
caratteristica.
Da qui il panorama si apre in una spettacolare vista a 360 gradi dal
Golfo di Gaeta sino a Punta Licosa,
estremo meridionale del Golfo di Salerno, e dai
Monti del Matese agli Alburni.
Poco lontano, dalla radura del Piano del Pero (1159
m) ci si può inoltrare nei boschi camminando lungo il
sentiero che giunge al Monte Cerasuolo
(1213m) oppure per quello che conduce alla Casa del Monaco
e poi alla Croce della Conocchia (1275 m) per uno
splendido affaccio sulla costa e sul mare di Positano.
Passeggiando nella natura, tra i tanti sentieri e
vialetti pedonali, è possibile incontrare una grande varietà di
piante diverse specie di animali che trovano rifugio nella fitta
vegetazione.
Accanto a faggi, abeti bianchi e rossi, pini, conifere, ontani e
numerose altre essenze centenarie, i boschi sono ricchi di castagni,
utilizzati per il legname e soprattutto per i dolcissimi frutti
protagonisti di golose sagre autunnali.
Sulle pareti della Grotta della sorgente dell'Acqua Santa,
vicina al Santuario di San Michele, cresce la
minuscola Pinguicola hirtiflora, rarissima pianta
carnivora, e, in zona, l' Erica terminalis, la
Lonicera stabiense (caprifoglio) la Campanula
fragilis.
Nel sottobosco fragole, ciclamini, corbezzoli, rose selvatiche e più
a valle il finocchietto selvatico, profumatissimo aroma di molte
ricette locali.
Presenti, ma difficili da incontrare, volpi e cinghiali: più
facilmente sarà possibile imbattervi in un simpatico riccio o nella
appariscente salamandra pezzata (entrambi da non accarezzare!).
Tra i tantissimi uccelli: il merlo, il pettirosso, il gheppio, il
falco pellegrino, il fringuello, il verdone e il colorato
cardellino”.
La mappa – i cui testi sono stati pubblicati in due lingue (italiano
ed inglese) – è anche disponibile in versione pdf sul sito internet
dell’ Azienda Autonoma di Cura Soggiorno e Turismo di Vico
Equense:
www.vicoturismo.it.
Chi lo desidera, o lo ritiene utile, può contattare gli uffici dell’
Azienda Autonoma di Cura Soggiorno e Turismo di Vico Equense
– per ricevere eventuali ulteriori informazioni - utilizzando i
seguenti numeri telefonici:
081-8015752 / 081-8798826
o recarsi personalmente, tanto presso la sede centrale di
Via San Ciro n° 16, quanto presso la sede di Piazza
Umberto I n° 19
Fabrizio Guastafierro |