In nome del celebre tenore campano, Enrico Caruso, che visse gli ultimi anni della sua vita nella città delle Sirene, ogni anno si tiene a Sorrento il “Premio Caruso” che conferisce un riconoscimento a un artista distintosi per aver contribuito a diffondere nel mondo la canzone e la cultura italiana. L’evento, in cui la musica non ha confini, e vede dialogare diversi generi, dalla nobile tradizione lirico-classica a quella più moderna pop-rock, rappresenta il fiore all’occhiello per la città di Sorrento ed una grande attrattiva turistica perché il nome del grande tenore ha risonanza internazionale. Il riconoscimento è intitolato alla memoria del tenore che più di ogni altro può essere considerato icona di una napoletanità nobile e leggendaria. Nel segno della contaminazione tra diversi generi musicali e del confronto tra culture diverse, l'artista premiato duetta e si alterna con un altro artista straniero, come è già avvenuto in passato con Bocelli e Dionne Warwick, Dalla e Gilberto Gil. Il premio propone convegni, mostre, dibattiti e scambi culturali con la Brooklyn Academy of Music (BAM), il teatro - ora accademia d'arte - dove Caruso ha cantato per l'ultima volta. L’evento è realizzato grazie al Comune di Sorrento e alla Fondazione Sorrento, con il patrocinio dell’ assessorato al turismo della Regione Campania e dell’Azienda Autonoma di Soggiorno Sorrento Sant’Agnello e la collaborazione di Federalberghi Sorrento. Ogni anno un palcoscenico d’eccezione per l’evento come la Marina Grande che, complice il mare, diventa uno scenario fantastico dove musica e arte ritrovano e trasmettono una dimensione quasi onirica. Il “Premio Caruso - Torna a Surriento”, è nato dall'idea di creare un momento di confronto culturale e artistico tra artisti di paesi diversi, nell'ottica della contaminazione e della rivisitazione dei linguaggi musicali. Proprio a Sorrento nascono canzoni come Torna a Surriento, Anema e core, O' Surdato Nnammurato, sono le più famose, rispettivamente dei: Fratelli De Curtis, Salvo D'Esposito, Aniello Califano. Queste stesse canzoni sono state eseguite da moltissimi cantanti stranieri, che le hanno arricchite con il loro swing o sound particolare. In maniera simbolica queste canzoni evergreen, partono da questa città e ritornano miscelate con altre emozioni, è il caso ad esempio di Anema e Core interpretata da Dionne Warwick e Toquinho, con il loro inconfondibile tocco. Negli anni artisti del calibro di Bocelli, Warwick, Dalla, Gilberto Gii, Noa e Massimo Ranieri, hanno duettato ed eseguito canzoni napoletane nel corso delle varie edizioni del Premio Caruso. Si tratta di un ulteriore momento di rivisitazione e reinterpretazione di classici che attraverso le voci di altri artisti e alle loro sonorità approdano a dimensioni musicali diverse.
Non solo la musica napoletana quindi ma i grandi capolavori musicali internazionali, possono essere al centro di questo momento di contaminazione e dialogo rappresentato dal Premio Caruso. |