Dal 30 settembre, una tre giorni alla scoperta della cittadina costiera
(AGO PRESS) Guidare cittadini e turisti alla scoperta della storia e delle tradizioni di Meta, attraverso visite al centro storico, mostre fotografiche a e tappe presso le antiche botteghe artigiane di maestri d’ascia e lavoratori del tombolo.
E’ quanto propone “Meta Porte Aperte”, la tradizionale manifestazione in programma dal 30 settembre al 2 ottobre prossimo, che giunge alla sesta edizione.
Si tratta di un percorso storico-culturale organizzato dal comune in collaborazione con numerose associazioni, e che fa registrare ogni anno l’afflusso di migliaia di persone.
Anche quest’anno sono stati scelti alcuni tra gli ambiti più suggestivi del tessuto urbano sette-ottocentesco: cortili, giardini e cappelle saranno aperte per l’occasione per offrire l’opportunità di ammirare e conoscere le antiche dimore dei marinai, i pozzi e i poggi maiolicati, i porticati dalle volte imbiancate e tutte le peculiarità urbanistiche ed archittettoniche.
“Una maggiore consapevolezza delle problematiche storico-culturali inerenti la gestione e la programmazione della pianificazione territoriale ha portato ad una nuova definizione del paesaggio, con la sottoscrizione della Convezione Europea sul Paesaggio che attribuisce ad esso valore di risorsa economica, di forma specifica dell’ambiente e dell’identità dei luoghi, espressione culturale delle comunità ivi insediate, fattore di sviluppo locale – spiegano gli organizzatori -.
La Convenzione Europea introduce una visione patrimoniale del paesaggio: come totalità contestuali definite dall’intreccio dei processi ambientali, insediativi sociali e culturali che danno fondamento alle identità locali, inducendo a trattare come questione centrale i modi in cui i processi di identificazione e di appartenenza fanno diventare patrimonio condiviso l’ambiente di vita quotidiano. Perché il paesaggio acquisti lo statuto di patrimonio deve infatti generarsi un senso comune che venga sentito come proprio dai diversi soggetti; solo a queste condizioni può diventare patrimonio identitario che non è un mero lascito del passato, ma un valore continuamente costruito dalla volontà di chi abita e usa il territorio”.
In questa prospettiva, il “caso” di Meta costituisce un campo di studio e di sperimentazione di grande interesse dove, superando una visione statica del tessuto storico o meramente legata agli aspetti artistici e monumentali, ci si rende conto che essi costituiscono un frammento essenziale della trama territoriale, nel quale leggere per contrasto e per identità i processi di trasformazione e costruzione dello spazio vissuto.
“Il contesto economico sette-ottocentesco, di cui la marineria ne stata la componente fondamentale – concludono i promotori dell’iniziativa -. costituisce l'orizzonte culturale di riferimento, il mezzo di contrasto per leggere il presente, la pagina sulla quale è scritta la Meta attuale. Il tentativo di quest’anno è quello di inserire la manifestazione in un più ampio programma di azioni che veda il coinvolgimento della cittadinanza, l'attivazione di sinergie tra i vari attori sociali ed economici, la programmazione di interventi di riqualificazione del territorio, di incentivazione di iniziative economiche di qualità ed in generale la rinascita di Meta”.
Elisa Guida
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