Apre anche alla clientela esterna il ristorante del Grand Hotel Excelsior Vittoria di Sorrento
(AGO PRESS) Metti una sera, a cena, davanti al panorama del golfo di Surriento, tanto caro a Enrico Caruso e immortalato da Lucio Dalla nella celebre canzone. L’occasione è offerta dall’apertura, anche alla clientela esterna, del ristorante Vittoria, nello storico Grand Hotel Excelsior Vittoria di Sorrento, il 5 stelle lusso da 170 anni meta di illustri viaggiatori.
Un’operazione, per la verità, che segue in ordine di tempo quella avviata già in altre importanti strutture ricettive dell’area costiera che offrono l’opportunità, non solo per chi soggiorna in hotel, di potere gustare le proprie specialità. Come quelle mediterranee preparate, nel nostro caso, dalla sapiente maestrìa dello chef pluridecorato Vincenzo Galano.
Con i suoi 240 coperti, un ambiente raffinato con soffitti affrescati e arredi in stile dèco, il Vittoria si presenta al pubblico con un biglietto da visita di tutto rispetto: il premio International Five Star Diamond Award riconosciutogli nel 2001 da The American Academy of Hospitality Sciences.
“Siamo in grado di offrire al pubblico una ristorazione che risponde a standard elevati per venire incontro alle esigenze della clientela – spiega il general manager dell’Excelsior Vittoria, Paolo Sanavia -. Tra le varie proposte, menu à la carte con ingredienti rigorosamente di stagione, ma anche menu speicali come quello regionale o quello degustazione, piatti della tradizione locale caratterizzati da una scelta accuratissima delle materie prime e rivisitati in chiave creativa”.
Lo scorso anno, rivela Sanavia, il Vittoria ha registrato un incremento del 30 per cento dei coperti, a testimoniare la preferenza accordata dagli ospiti. Merito della squadra, con i maitre Giuseppe Cacace e Giovan Giacomo Maresca e, naturalmente, Galano, che vanta oltre a numerosi riconoscimenti, collaborazioni con chef come Nino Graziano de Il Mulinazzo di Villafrati, a Palermo o, per restare in costiera sorrentina, Alfonso Iaccarino del Don Alfonso 1890 di Sant’Agata sui Due Golfi di Massa Lubrense e Gennaro Esposito de La Torre del Saracino di Vico Equense.
“Io non invento nulla, credo che i piatti bisogna semplicemente “sentirli” – spiega Galano -. Mi limito a reintepretare una tradizione unica e ricca come quella mediterranea”.
Non resta a questo punto che inoltrarci in un viaggio che già dalle prime tappe promette di regalare non poche sorprese. Si inizia con un baccalà sfogliato con insalatina di rucola e pompelmo rosa, accompagnato da Asprinio di Aversa dell’azienda I Borboni. A seguire moscardino stufato con verza e lenticchie, abbinato ad un Greco 2002 della beneventana Mustilli. Ancora, paccheri di Gragnano con seppie, piselli e ragù di tartufi, innaffiati con Fiano di Avellino 2003 della cantina Terredora. Non ancora paghi, (e mentre continuiamo a gustare varietà di panini caldi con zafferano e noci, con cipolla, con aglio, con ladro e con pancetta), ecco giungere la brigata con una nuova portata: filetto di sgombro con pomodorini e scampi gratinati al limone, spinaci e patate croccanti. Un perfetto equilibrio di ingredenti, sottolienato dal Fior d'uva 2002 Furore Costa d'Amalfi di Marisa Cuomo. Per finire cannoli con mousse al cioccolato bianco e arance al rosmarino. Per il bicchiere la scelta è caduta su un Morsi Di Luce 1999 delle cantine Florio Marsala. A conclusione caffè e petits fours napoletani. Che dire, promessa mantenuta.
Info: +390818071044
Luigi D’Alise
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