MOSTRA DEL RESTAURO DELLA CENA IN CASA DI EMMAUS DEL MUSEO CORREALE DI SORRENTO
La mostra dedicata al restauro del dipinto “La cena in Emmaus” (primi decenni del sec. XVII), con inaugurazione nel prossimo mese di ottobre, giunge nel centesimo anniversario della fondazione del Museo (1904/2004).
Essa, assieme al catalogo, documenta l’impegno dei componenti l’Amministrazione dell’Ente, Marchese Avv. Giuliano Buccino Grimaldi - Presidente e Avv. Antonino Cuomo - Consigliere, per l’attenta e intelligente politica attuata per la conservazione e tutela del patrimonio di opere d’arte custodite nel Museo.
E’ quindi per noi oggi occasione di riconoscere i meriti e confermare pubblicamente i sentimenti di gratitudine a tutte le persone che ci sono state vicino e stanno collaborando per l’esecuzione dei lavori e per l’allestimento di questa mostra, in particolare la dott.ssa Ida Maietta della Soprintendenza BAP-PSAD di Napoli e Provincia, il restauratore Prof. Bruno Tatafiore, l’Editore Nicola Longobardi e il Prof. Renato Ruotolo dell'Associazione Napoletana per i Monumenti ed il Paesaggio.
La speranza che altri, nell’ammirare ed apprezzare quanto è stato fatto, possano intervenire nelle forme e nei modi che riterranno più opportuni ad incrementare forme di incentivazione a favore delle opere del Museo che necessitano di restauro, considerato che il Correale non è solo patrimonio della città di Sorrento ma un bene di rilevante interesse internazionale. In sostanza, perseguendo la finalità del restauro e del recupero di opere d’arte, si vedono accomunati gli uomini di arte, gli uomini di cultura, gli stessi Enti locali, cioè tutti quanti intendono salvaguardare un patrimonio storico-artistico di inestimabile valore e, nel contempo, incrementare l’importanza della città di Sorrento anche come centro di propulsione artistica, civile e sociale.
Dobbiamo riconoscere che negli impegnativi compiti di restauro e di studio dell’opera abbiamo trovato piena collaborazione nella Soprintendenza BAP-PSAD di Napoli, che ha coadiuvato il Prof. Tatafiore nel restauro dell’opera, e che verrà resa pubblica nei documenti della mostra e nella sintesi del catalogo per rispondere sui metodi adottati nel restauro e per illustrare i risultati raggiunti.
Nostro intendimento è stato sempre quello della tutela delle opere tenendo presente che il migliore degli interventi è la conservazione del bene culturale.
Il rigore della ricerca scientifica, dell’applicazione di nuovi materiali e soluzioni, l’aggiornamento metodologico e la pubblicizzazione degli interventi guideranno sempre il nostro impegno di lavoro.
L’unicità, la specificità, l’irriproducibilità dei beni culturali e ambientali, d’altra parte, pur nella varietà dei settori di specializzazione, richiedono l’applicazione di corretti metodi di analisi. Questi si riferiscono non solo all’anamnesi ed alle indagini storico-artistico ed estetico, ma anche alla caratterizzazione dei materiali costituenti, alla quali-quantificazione del loro degrado, al modo appropriato degli interventi di restauro, nonché alla conoscenza dell’ambiente di conservazione dei manufatti e alle conseguenze problematiche di carattere economico e giuridico.
Riconosciuta la stretta correlazione fra ricerca scientifica e valore della cultura, è così possibile tutelare e conservare quel patrimonio culturale, di cui la collettività è creatrice ed erede, in quanto non solo habitat e memoria storica di ciò che è stato l’uomo e di come ha saputo interagire con la materia, ma anche testimonianza dell’evoluzione nel tempo dello spirito e della cultura dei popoli e, quindi, messaggio anche per il futuro.
Ci auguriamo di essere sempre coerenti a questi principi per assolvere il non facile compito di conservatori di una parte di quell’importante patrimonio comune di civiltà che ci è stato affidato.
Filippo Merola - Direttore del Museo Correale
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