Dal volume
IL MUSEOBOTTEGA DELLA TARSIA LIGNEA A SORRENTO
(seconda parte)
Gli artigiani sorrentini, per arricchire ulteriormente la decorazione dei loro prodotti associarono all’intarsio altre tecniche come l’intaglio ed il mosaico. L’intaglio fu utilizzato nei mobili più che negli oggetti, per esaltare con l’apporto dei suoi rilievi le loro parti strutturali. Ad introdurre nella produzione intarsiata sorrentina l’intaglio fu Arturo Guidi, ma l’attenzione verso questa tecnica a livello locale non fu mai tale da realizzare un filone produttivo pari a quello dell’intarsio.
Il mosaico in legno invece fu molto utilizzato come completamento delle parti intarsiate, in particolare per bordare i vari prodotti e per campire i fondali tra le diverse scene. Nella prima metà dell’Ottocento il mosaico si eseguiva a mano alternando tra loro tasselli quadrati nei toni chiari e scuri dei legni naturali; alla fine del secolo i costi inferiori fecero preferire una produzione di tipo industriale, importata dalla Germania. Il mosaico, che inizialmente sviluppava solo disegni geometrici, nella produzione industriale adottò soggetti legati alla flora e alla fauna, resi ancora più vivaci dall’uso dei legni colorati. La produzione industriale del mosaico si otteneva assemblando tra loro filetti di legni tinti o naturali, nelle collocazioni previste dal disegno, in modo da formare blocchetti rigidi lunghi non più di un metro. Con l’aiuto di mezzi meccanici si tranciavano i blocchetti in sottili lamine che costituivano i moduli base: questi, incollati in sequenza tra loro su un supporto di carta, realizzavano le strisce di mosaico che erano poi placcate da sole o accoppiate con altre. Il mosaico in legno fu utilizzato come decorazione nell’Ottocento anche dagli artigiani di Tunbridge Wells, un centro termale a sud di Londra. I.a produzione anche in questo caso fu favorita dal richiamo turistico del territorio e si concretizzò soprattutto nell’oggetto ricordo. Oltre che per i temi decorativi, che prendono spunto dalla flora ma soprattutto dai castelli e dalle dimore storiche della campagna inglese, il mosaico di Tunbridge si differenzia da quello di Sorrento per più motivi. La decorazione in mosaico non è mediata con altre tecniche decorative, quali l’intarsio e l’intaglio, ed inoltre sviluppa soprattutto composizioni a tema libero, a differenza del mosaico sorrentino che è sommatoria di elementi modulari. In tutta la produzione inglese, che si è esaurita alla fine del secolo scorso, costante è stato l’uso dei legni naturali che, selezionati nelle varie sfumature, assicuravano le ombreggiature ed i rilievi a tutta la composizione.
Le singole vetrine di questa sezione sono state attrezzate con oggetti utili a documentare le varie tecniche descritte, mentre i vassoi estraibili, che le fanno da corredo, custodiscono disegni, lamiere zincate per il traforo del legno massello, lamine intarsiate, non ancora ricacciate e acquerellate, modelli e studi per l’intaglio, nonchè una campionatura sui diversi motivi decorativi sviluppati dal mosaico sorrentino.
Alessandro Fiorentino
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