E' una sorpresa. Bella e seducente, con un passato di attrice partito da Ho lywood, per quindici anni compagna di Totò, l’artista più amato d’ltalia. Franca Faldini, dagli occhi di mare e i capelli color ebano, per anni ha tradotto bellezza e eleganza. Conoscendola è molto di più, una signora di grande educazione con il gusto della conversazione e la forza dei sentimenti, che l’indomani della scomparsa di Antonio, come lei sempre chiama Totò, si e messa a lavorare scrivendo libri interessanti, perché “che ci fosse stato un centesimo o un miliardo sarebbe andato sempre e solo ai parenti legittimi” Una donna coraggiosa e forte che conosce il significato della lotta.
L'ho incontrata a Sorrento, dove era arrivata per "regalarsi una vacanza" con il marito Principe Niccolò Borghese, con il quale è sposata da venticinque anni. Ci siamo viste una prima volta in via San Cesareo e ci siamo date appuntamento all'Imperial Hotel Tramontano, dove alloggiava.
Felice e contenta di aver scoperto Sorrento e le sue bellezze, con la voglia ed il proposito di ritornare, almeno per vedere la processione degli incappucciati neri del venerdì santo o per una vacanza estiva. La aspettiamo.
Vuole raccontarmi la sua storia partendo dal principio?
Sono nata a Roma in una famiglia borghese, figlia unica di padre ebreo e madre ariana, in più casi io stessa discriminata dalle leggi razziali.
Anche per tutte le mortificazioni subite, i miei genitori, che non mi hanno mai viziata, ma profondamente amata, facendo di tutto perchè avessi un compenso alle mortificazioni, consentendomi di vivere le mie scelte.
Quale fu una sua scelta dell’adolescenza?
La partenza per gli Stati Uniti fu la prima occasione. Volevo smaltire una cotta ed avevo voglia di vedere “Esquire”, dove Ben Stahl mi aveva immortalata, dopo avermi notata per la strada e proposto di posare come ragazza immagine dell’Italia.
Che cosa significò per lei l’esperienza americana?
Due anni di esperienze indimenticabili tra le quali l'incontro e l’amicizia con tanti divi del tempo, Jane Russel, Marylin Monroe, Gary Cooper, un film girato con Dean Martin e Jerry Lewis. L’America ha rappresentato un periodo formativo anche se non mi sono mai lasciata abbagliare... Ho raccontato quel periodo in “Roma Hollywood Roma”
Ha avuto maestri significativi?
Non credo di aver avuto maestri né veri e propri punti di riferimento. Forse sono stata aiutata dalle tante letture fatte che senza l’odierna, deleteria televisione, riempivano la vita.
Quando e perchè ha deciso di scrivere? E quanto conta nella sua vita la scrittura?
Ho sempre letto moltissimo e fin dal 1968 mi sono occupata di traduzioni dall’inglese, di collaborazioni giornalistiche e radiofoniche, via via approdando poi alla scrittura tant’è che a distanza di vent’anni circa ho sommato un buon numero di libri. Non lascerò mai questa professione, sia perche mi consente di evadere sia perché rappresenta la mia indipendenza. Devo proprio a Totò questo tipo di crescita.
Era un uomo molto generoso ma scaramantico che, fino alla fine, non ha mai pensato di morire. Da buon meridionale all’antica non ha pensato a quello che avrei dovuto affrontare.
Com’e stato il suo rapporto con Totò? Felicemente sposata da ventisei anni con Nicolò Borghese, le riesce facile parlarne?
Ho vissuto con Totò dal 1952 al 1967. Non ci siamo mai sposati anche se, nel marzo 1967, lo sapevano tutti i nostri amici, poco prima che lui andasse via, Alessandro Aliberti, suo consulente legale, stava preparando i documenti per il matrimonio a Lugano. Ci avevamo pensato più volte, anche dopo la morte di nostro figlio Massenzio. Con Totò ho vissuto una storia importante, nel reciproco rispetto, come due coniugi a prova di bomba.
Le è stato difficile chiarire la sua posizione?
Ho capito in fretta che non era lecito che io mi proponessi per quella che non ero. Il primo a farmelo capire fu il parroco che, avendo appreso come io fossi soltanto una vedova biblica, pretese che uscissi dalla porta del nostro appartamento e attendessi sul pianerottolo.
A distanza di anni quali sono i ricordi?
Totò è morto il 15 aprile 1967 dopo avermi detto: “Sono stato bene assai con te” Continuo a pensare che niente e nessuno potranno mai togliermi i momenti vissuti con lui. Che ne sanno gli altri dell’uomo delicato, possessivo, limpido, appassionato, vulnerabile e nemico di chiunque tentasse di ferirmi, che Antonio è stato nell’intimità?
Come mai non ha pensato di tornare al cinema?
Non ho mai pensato di tornare né al cinema né al teatro... che ho anche fatto. Ero in scena con Totò e Anna Magnani quando ad Antonio andò via la vista... Non sono voluta tornare né al cinema né al teatro perché sono troppo consapevole delle mie possibilità.
Del cinema non me n’è fregato mai niente... quando ero appena adolescente me l’ha offerto a carrettate Alessandro Blasetti, Vittorio De Sica mi avrebbe voluto in “Miracolo a Milano” nel ruolo della statua vivente. Cominciai a fare cinema in America per dimenticare un amore... Ho fatto un ruolo nell’ultimo film di Alberto Sordi. Ero andata ad intervistarlo e mi sono ritrovata a fare sua moglie in “Relazioni pericolose” con Valeria Marini.
Le accade mai di avere nostalgie?
Cerco sempre di pensare al futuro perchè la vita ancora mi incuriosisce anche se talvolta mi sconcerta.
Mi accade di avere nostalgia degli affetti. Qualche volta nei periodi delle feste, quando soffia la tramontana, mi vengono in mente i momenti delle persecuzioni razziali quando con mamma e papà eravamo nascosti in Toscana dove, non potendo frequentare la scuola, prendevo lezioni dal parroco di Montereggio, assieme ad Adriano, un ragazzo che voleva farsi prete.
Hai mai conosciuto la paura? In quale occasione?
Ho vissuto momenti di fragilità, come tutti. In quelle occasioni non so fare altro che chiudermi. La vita non ha il guanto di velluto con nessuno. La vita mette alla prova. La vita non risparmia mai. Non avrei mai viziato i miei figli perché... l’ovatta non serve a niente!
Con lei si potrebbe andare avanti per ore... è una sorpresa di forza e di intelligenza. Per concludere, vuole dirmi com’è?
Credo di essere serena, soprattutto per merito di mio marito Nicolò.
Forse affronto la vita in maniera lucida, credo di essere forte... abbastanza.
Che cosa è per lei la fantasia?
E importante, perché, librandosi, riesce a farmi volare.
Giuliana Gargiulo
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