Il Consiglio Comunale ha approvato una delibera per manifestare la propria volontà in questo senso ed ha confermato orientamenti già espressi alla fine degli anni ‘80
La stupenda zona del Capo di Sorrento - che comprende i ruderi dei cosiddetti Bagni della Regina Giovanna ed una enorme quantità di ruderi di epoca romana (compresi quelli della Villa di Pollio Felice) – presto potrebbe diventare un parco urbano di interesse regionale del Comune di Sorrento.
Il locale Consiglio Comunale, infatti, ha approvato una delibera con la quale manifesta una volontà in questo senso e dichiara il desiderio di usufruire dei fondi regionali previsti dal bando riguardante le "Azioni di sostegno per studi ed elaborati tecnici finalizzati all'istituzione di parchi urbani di interesse regionale", così come previsto dal Decreto Dirigenziale della stessa Regione Campania (il n. 492 del 13 settembre 2006 e pubblicato con Bollettino Ufficiale della Regione Campania n. 46 del 9 ottobre 2006).
Con il provvedimento del Comune di Sorrento si dichiara che “in esecuzione delle linee programmatiche, l’ Ente vuole migliorare la fruizione delle risorse eco- culturali presenti sul proprio territorio”.
Poi si considera che “le caratteristiche del bando consentono di porre le premesse e verificare la fattibilità per la creazione di un parco urbano regionale del Capo di Sorrento, quale elemento di collegamento tra l'area urbana di Sorrento e, quest'importante simbolo paesaggistico, l'area archeologica e ricoprire anche la funzione di corridoio biologico con la riserva marina di punta Campanella e il Parco dei Monti Lattari”.
“Infatti – si puntualizza nella stessa delibera (la n° 68 del 27 novembre 2006) - tra gli obiettivi del bando vi è quello di incentivare l'istituzione di parchi urbani di interesse regionale, al fine di accrescere l'utilizzazione del territorio in senso moderno, tutelando l'identità, il patrimonio storico - culturale, le risorse paesistico - ambientali e la biodiversità delle città, anche attraverso una gestione in chiave economico-produttiva eco - compatibiledelle aree naturali urbane, con un aiuto finanziario destinato all'elaborazione di studi ed elaborati tecnici”
Poi si aggiunge “L' idea di definire un parco urbano regionale di collegamento tra l'area urbana di Sorrento, le aree archeologiche ed eventualmente con funzione di corridoio biologico tra i parchi presenti nelle immediate vicinanze risponde pienamente alle specifiche di bando”.
Per questo, ritenuta opportuna la partecipazione del Comune di Sorrento a questo bando; si è creduto necessario porre le premesse e verificare la fattibilità per la creazione di un parco urbano del Capo di Sorrento, quale elemento di collegamento tra l'area urbana di Sorrento e quest'importante simbolo paesaggistico, l'area archeologica e ricoprire anche la funzione di corridoio biologico con la riserva marina di Punta Campanella e il Parco dei Monti Lattari;
In questo senso, quindi, si è deliberato, tra l’altro di manifestare l'interesse a costituire un parco urbano di interesse regionale del Comune di Sorrento.
Poi, però, si è precisato che la presentazione dei progetti non comporta oneri per l'Ente.
L’augurio, ora, è che il progetto non resti subordinato alla sola erogazione dei fondi regionali.
La Città di Sorrento, in ogni caso, ha già avuto modo di manifestare il proprio interesse per questa zona.
Già alla fine degli anni ’80, il Consiglio Comunale dell’epoca, ebbe modo di approvare una delibera ancora più articolata di quella varata nel 2006 per l’istituzione di un Parco pubblico protetto sempre nella zona del Capo di Sorrento,
In seguito - alla fine del 2003 – si registrò un clamoroso acquisto grazie al quale l’enorme fondo rustico dove si trovano i famosi Bagni della Regina Giovanna ed i resti della villa romana di Pollio Felice, divennero definitivamente di proprietà comunale.
Al termine di un lungo iter, infatti, il direttore generale del Comune di Sorrento dell’epoca, Vito Garzilli, sottoscrisse con Filippo Iappelli (legale rappresentante della “Provincia di Napoli della Compagnia del Gesù”) il contratto di compravendita con il quale, per l’appunto, l’ente municipale acquistò – per € 3.100.000 – un fondo rustico in località “Capo di Santa Fortunata”.
Il patrimonio immobiliare comprende una superficie complessiva di 54.251 metri quadrati (di cui 25.465 utilizzati per uliveti e 14.581 per aranceti), un fabbricato rurale di 466.40 metri quadrati e comodi rurali per 158.85 metri quadrati.
Si concluse così, nella maniera auspicata, la trattativa iniziata nei primi mesi di quell’ anno tra l’amministrazione comunale di Sorrento, e l’avvocato Vincenzo Grimaldi (consulente legale della “Provincia di Napoli della Compagnia del Gesù”).
Grazie alla compravendita, Sorrento – come già ricordato – acquisì:
- Il fondo rustico in località “Capo di Santa Fortunata”.
- Una superficie complessiva, di 54.251 metri quadrati, comprendente la zona archeologica cui sui sorgono i resti della Villa romana di Pollio Felice. Di questa superficie - in pendio e con terrazzamenti verso il mare – 25.465 metri quadrati sono utilizzati per uliveti e 14.581 metri quadrati sono utilizzati per aranceti. I ruderi della Villa romana e le zone incolte, invece, occupano 14.205 metri quadrati
- Un fabbricato rurale di 466.40 metri quadrati
- Comodi rurali per una superficie di 158.85 metri quadrati |