La collezione epigrafica del Museo Correale
Il Museo Correale di Terranova, già noto per le sue ricche collezioni d’arte, donate alla città dai conti Alfredo e Pompeo Correale cento anni orsono, si è arricchito progressivamente di altre testimonianze artistiche, che hanno contribuito a stabilire un legame sempre più stretto tra il Museo, la città di Sorrento e l’intera Penisola sorrentina.
Un posto ragguardevole occupa certamente la raccolta archeologica, in special modo quella epigrafica, che, pur facendo bella mostra di se nelle apposite sale e in spazi esterni del Museo, non aveva trovato finora uno studioso che la esaminasse nella sua globalità. A tale studio si è dedicata con rigore e passione la studiosa brasiliana Marici M. Magalhaes, che non ha limitato il campo della ricerca al solo Museo Correale, ma ha inteso ricomprendervi testimonianze conservate nel Museo Nazionale di Napoli e disperse in vari altre sedi della Penisola sorrentina. Il risultato è stato a dir poco prezioso, soprattutto quale contributo alla conoscenza della storia di Surrentum e dell’intero territorio, in un periodo che va dal IV sec. a.C. al VI sec. d.C.
Il volume “Storia, istituzioni e prosopografia di Surrentum romana”, pubblicato dalla “Nicola Longobardi Editore”, con il determinante supporto del Comune di Sorrento, è stato dunque presentato alla cittadinanza nella sede più degna, il Teatro Tasso di Sorrento. A dare lustro all’evento, il 22 settembre scorso, c’era anche un riconosciuto luminare dell’epigrafia, il Prof. Heikki Solin, dell’Università di Helsinki. Senza voler fare torto all’ospite straniero, è giusto, però, sottolineare i pregevoli interventi di due illustri studiosi di casa nostra, Fausto Zevi (Soprintendente Archeologo per le Province di Napoli e Caserta) e Antonio Varone (Archeologo Direttore Coordinatore, Soprintendenza Archeologica di Pompei), oltre a quelli di Marco Fiorentino (Sindaco di Sorrento) e Filippo Merola (Direttore del Museo Correale di Terranova).
Lo studio condotto ad ampio spettro dalla signora Magalhaes non ha permesso, dunque, di redigere un catalogo della sola raccolta epigrafica greca e romana del Museo Correale, ma di creare un’opera ‘omnicomprensiva’ e tematizzata che avesse ad oggetto (anche sotto forma di semplice menzione) tutte le altre iscrizioni rinvenute nella Penisola sorrentina.
L’antica Surrentum, infatti, ha rappresentato soltanto il fiore più bello prodotto da un humus storico di per se vario ed interessante.
Non a caso, si diceva, molte epigrafi sono state rintracciate anche al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, all’Antiquarium di Castellammare di Stabia e in tanti altri posti.
La speranza è che i sorrentini, gli studiosi ed i turisti italiani e stranieri, leggendo questa ricerca, trovino ulteriori stimoli per visitare il Museo Correale ed apprezzare le raccolte artistiche e di arte applicata che ospita. ‘Sorprese’ come questa non è facile farne, se ci si è riusciti è grazie alla forte osmosi culturale che esiste tra il Comune di Sorrento e il Museo, oltre all’incessante attività propulsiva del Consiglio di Amministrazione del Museo stesso.
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