A Capri, gli hanno consegnato il ”Premio Faraglioni” giunto alla sua decima edizione. Dopo Giuseppe Di Stefano, Alberto Sordi, Peppino Di Capri, Gigi Proietti, Ernesto Calindri, Carla Fracci, Claudia Cardinale, Dino de Laurentiis e Pippo Baudo, Renzo Arbore, nel corso di una serata di gala, condotta da Paola Saluzzi, ha ricevuto dal Sindaco di Capri, Costanzo Federico, il premio con la seguente motivazione: “Profeta dell’altro: l’altra radio, l’altra televisione, l’altro cinema, l’altro umorismo, l’altra canzone napoletana, l’altra musica e tutto “ad alto gradimento”. Mai motivazione è stata più calzante, al punto che rileggendo la mia ultima intervista il senso è sempre quello, di un uomo di spettacolo capace di andare oltre. Conosco Renzo Arbore da quando eravamo entrambi poco più che adolescenti. Amico storico di mio fratello Gerardo, fin dall’inizio della nostra conoscenza a Napoli, lui ospite della Pensione di Piazza Amedeo, Gerardo ed io residenti nell'adiacente via Giuseppe Martucci, non ci siamo persi mai di vista. Dell’inizio della nostra amicizia ricordo le confidenze sui progetti futuri, le sue suonate al pianoforte di Villa Gargiulo, con sue canzoni spiritose rimaste inedite, la posta inviata quando ero attrice con Eduardo al Piccolo Teatro di Milano, momenti che si aggiungono agli infiniti racconti di mio fratello. Per quei casi della professione, Renzo ed io ci siamo ritrovati ancora una volta insieme sul palcoscenico di Ravello per il “Murolo day", dedicato a Roberto Murolo, per ricordare l’amico carissimo che ha segnato la sua carriera come la mia. Inutile aggiungere che 1'amicizia è quella di sempre. Renzo Arbore non ha mai sbagliato una tramissione né in radio né in televisione ma, conquistato il successo, ogni volta ha voltato pagina. Forse per quella sua innata capacità di cogliere al volo le mode e le tendenze o addirittura anticiparle, ne ha fatta di strada spaziando in ogni genere dello spettacolo. Oggi canta e suona ma che farà domani?
Comincio con una curiosità. Tu, che a Sorrento hai passato periodi lunghissimi di divertimento e di conquiste... alla fine ti senti foggiano o napoletano?
Parafrasando Totò, mi sento parte foggiano e parte nopeo. Con Napoli ho legami saldi perchè mia madre Giuseppina Cafiero era napoletana tant’è che fin da bambino venivo a Napoli. Ho amato subito la città e, quando l’ho abitata negli anni dell’Università, non ho fatto che girarla in lungo e in largo. A Napoli sono stato molto felice libero dalla famiglia e indipendente di potermi spostare come volevo.
Come è cominciata la tua passione per la musica?
Per merito della mia famiglia, in cui la passione per la musica era forte. Mio padre Giulio era amico di Umberto Giordano, autore di Andrea Chenir, e mia madre, brava pianista dilettante, era apassionata di canzoni napoletane vecchie e nuove. Un mio amico foggiano Franco Tolomei poi mi contagiò con l’amore per il jazz. Da allora la musica americana e quella napoletana sono state la passione della mia vita.
Quando hai debuttato come musicista?
Ho fatto le cose con calma, anche se già nel periodo universitario napoletano suonavo il clarino con un gruppo di amici. Mio padre non era d’accordo, avrebbe voluto che diventassi un bravo avvocato perciò dovetti laurearmi per accontentarlo pur senza trascurare la musica. Nel frattempo avevo conociuto Roberto Murolo, Sergio Bruni e quel gruppo di amici che non ho mai dimenticato.
Come spieghi il tuo fiuto di talent scout? L’elenco delle tue scoperte è esagerato e non ha paragoni... Penso a Marisa Laurito, Nino Frassica, Isabella Rossellini, Roberto Benigni, le Sorelle Bandiera..
Non so come accade ma accade che io intuisca il talento. Maria Grazia Cucinotta, Francesca Dellera erano ne “L’altra domenica”, Milly Carlucci era già brava e poi tutti i musicisti che hanno suonato con me!
Quali sono stati i tuoi miti?
Fin da bambino Totò, Eduardo che ho anche conosciuto, e poi Louis Armstrong, sempre sorridente e geniale.
Sei come appari o c’è dell’altro? Ho il sospetto che dietro il sorriso hai le tue malinconie...
Ormai non sono più un guaglione. Amo rispettare il prossimo come me stesso. Con gli altri ho un atteggiamento benevolo. Amo molto il mio pubblico, con il quale stabilisco un’intesa durante i concerti. Mi piace sorridere. Credo di avere abbastanza qualità e pochi difetti.
Qualche rimpianto ce l’hai?
Tanti. Ogni tanto mi manca la famiglia, la serenità, alcune riunioni familiari... Non ho dimenticato niente. Anche se non perdo di vista il futuro non dimentico niente del passato.
E’ stato bellissimo.
Sei tornato a Sorrento come ai vecchi tempi?
Sono ritornato perchè non ho mai dimenticato nè Sorrento, nè gli amici come Gerardo con i quali ho passato tanti bei momenti. Praticamente sto vivendo una specie di... ricerca del tempo perduto. Voglio ritrovare tutto degli anni che ogni estate venivo a Sorrento: gli odori, i sapori, i divertimenti...
Giuliana Gargiulo
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